Sulla motivazione. Tutti al Crespi domenica prossima!

La motivazione gioca un ruolo fondamentale nella prestazione sportiva: e se questo è vero per qualsiasi attività, lo è in modo ancora più evidente nello sport di squadra. Ecco una formidabile testimonianza, che mette perfettamente in luce questo aspetto, e che riguarda proprio una delle nostre squadre, e uno dei nostri allenatori.

Il Motivatore (alias S.B.).
Sono Gianfranco, ho 59 anni ed un figlio di 11 che ha il privilegio di giocare con la Under 12 della AmatoriUnion Rugby, ma, forse, ancora non lo sa.
Domenica 2 aprile i nostri ragazzi hanno partecipato al Trofeo Capuzzoni che ospita il fior fiore del rugby giovanile nazionale.  La nostra bella compagine si è confrontata con prestigiose società provenienti da tutta Italia. Tra le altre, Modena, Parma e Valsugana Padova, che sono tre delle quattro finaliste al Topolino del 2016.
Vinciamo il girone eliminatorio, vinciamo la semifinale guadagnandoci la finalissima che, solo sul filo di lana, perdiamo dopo gran battaglia con Valsugana.
Il gioco espresso è stato spettacolare, la cornice di pubblico magnifica, il contesto entusiasmante.
Ma faccio un passo indietro di qualche ora: chi ha avuto la fortuna di assistere alla gara del mattino con Modena ha visto qualcosa di straordinario. Rispetto a loro, i nostri sembrano più piccoli di un paio di anni. Prima di cominciare è come se fossimo già sotto di tre mete. Penso: questi ci asfaltano…intorno c’è fermento, si capisce che è LA PARTITA.
Ma al Motivatore tutto ciò non interessa. Faccio una premessa: per tutta la durata della manifestazione, mattino e pomeriggio, il Motivatore si è stretto attorno ai ragazzi, non li ha mollati un solo minuto, gli ha parlato continuamente, li ha sostenuti e caricati senza sosta. Li ho visti in cerchio attorno a lui, tutti gli altri fuori dalle balle, per un tempo enorme, prima e dopo ogni partita. Ho pensato che così li stesse stressando a morte. Poi quando sono entrati in campo per la gara con Modena, che ci faceva paura anche da lontano, ho avuto come l’impressione che i nostri fossero più alti, più grossi. Mi sono detto basta birra per oggi.
Il Motivatore aveva ottenuto il suo scopo.
Al di là della tecnica, degli schemi, dei placcaggi e delle mete.
Ho visto uno spettacolo formidabile.
I ragazzi del Motivatore sembravano furie scatenate, concentrati, rabbiosi, terribili macchinine da rugby.
Lui, il Motivatore, semplicemente li aveva convinti che fossero più forti degli altri, di quella temibile corazzata dall’altra parte del campo.
E loro hanno dato il 110% di quanto fosse possibile. Non sono un grande esperto di questo bellissimo gioco, lo seguo grazie a mio figlio da cinque anni, ma ho osservato attentamente la partita e vi posso assicurare che Modena pochissime volte ha superato la metà campo. Senza tregua né respiro per tutto il tempo, i nostri dei martellini umani.
Non vi erano dubbi: la squadra più forte, quella che alla fine ha vinto quella meravigliosa partita, aveva la maglia nera, era quella del Motivatore. La nostra.
Il Motivatore è questo, il resto è storia.
G.S.

Domenica prossima la nostra squadra seniores affronta la partita più importante di questa stagione: la motivazione dei nostri ragazzi è altissima, ma per giocarsi al meglio le sue possibilità la squadra ha bisogno del massimo sostegno possibile da parte di tutta la grande famiglia AU. Sarebbe davvero bello se gli spalti del Crespi fossero gremiti di tifosi entusiasti, pronti a trasmettere tutta la loro energia positiva ai ragazzi in campo: quindi, tutti in tribuna domenica!

 

Motivatore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *