Una maglia per sempre

Li avete riconosciuti entrambi, vero? Maxime, e la maglia AU.

Teniamoci stretta questa insolita foto della nostra nazionale, immagine di una bella iniziativa voluta da Franco Smith per riallacciare l’eccellenza sportiva alle sue radici di club.

Teniamocela stretta, perché ci riempie di orgoglio avere uno dei “nostri” ragazzi in nazionale. “Nostri” tra virgolette, come è logico, perché le persone non appartengono a nessuno, e quel “nostri” si riferisce solo all’inclusività di un soggetto collettivo, che abbraccia per tutta la vita tutti noi che abbiamo incrociato i nostri percorsi e siamo sempre legati, ovunque ci portino i casi della vita.

Teniamocela stretta, perché ci riempie non solo di orgoglio, ma anche di felicità sapere che Maxime è sempre vicino a noi, seguendoci quando può, e portandosi dentro con piena consapevolezza la sua infanzia di “piccolo” rugbista.

Teniamocela stretta, perché ci ricordi quanto l’entusiasmo di un bambino che gioca a rugby possa essere il germe dell’impegno sportivo e civile di un adulto speciale, e anche di chi si considera solo “normale”.

Teniamocela stretta, perché ci stimoli a donare gioia e spirito di squadra a ogni bambino che inizia a sgambettare sul nostro campo e con la nostra maglia.

Non è poco quello che una esperienza sportiva serena e coinvolgente può dare, in termini di valori e di energia interiore, a chi si avvicina a questo meraviglioso sport in un gruppo di amici.

Maxime è una persona splendida, lo sappiamo bene: lo è per merito suo, e perché i suoi genitori, che sono anche loro persone speciali, gli hanno trasmesso valori autentici. Ma siamo anche sicuri che il rugby sia sempre stato per lui lo stimolo a dare il meglio di sé, e gli siamo grati per la testimonianza e l’esempio che ci propone sempre, in campo e fuori.

Stiamo tutti soffrendo per il protrarsi di questa penosa e angosciante situazione di emergenza: ma lo sport ci ha insegnato a non gettare la spugna, e a fare squadra per affrontare le difficoltà. Ne usciremo più forti, insieme.

Dal sito FIR:

IN ALTO DA SX: Brex (Rugby Viadana 1970), Lucchesi (Lions Amaranto),
Lamaro (Primavera Rugby), Mori (Livorno Rugby Speranze), Garbisi
(Mogliano Rugby 1969), Trulla (Rangers Vicenza), Varney (Gloucester
Rugby), Ioane (Benetton Rugby)
AL CENTRO DA SX: Riccioni (Amatori Rugby Teramo), Sperandio (Rugby
Casale), Meyer (Zebre Rugby Club), Zilocchi (Rugby Gossolengo), Sisi
(Zebre Rugby Club), Cannone N. (Florentia Rugby), Traorè (Rugby Viadana
1970), Braley (Benetton Rugby)
SEDUTI DA SX: Lazzaroni (Leonorso Rugby Udine), Negri (Benetton
Rugby), Lovotti (Rugby Gossolengo), Bigi (Rugby Reggio), Canna (US Rugby
Benevento), Bellini (Rugby Petrarca), Mbandà (Amatori&Union Minirugby
Milano)

SMITH: “IN CAMPO PER TUTTO IL RUGBY ITALIANO”
CAPITAN BIGI: “UNA FORTE EMOZIONE PER TUTTI NOI”
GLI AZZURRI POSANO ALL’OLIMPICO CON LE MAGLIE DEI LORO CLUB D’ORIGINE

ROMA – Una foto di squadra diversa dal solito quella scattata oggi
pomeriggio allo Stadio Olimpico dalla Nazionale Italiana Rugby prima del
Captain’s Run.
Arrivati nello spogliatoio, Bigi e compagni hanno trovato nei propri
armadietti non le tradizionali maglie azzurre ma un arcobaleno di divise
da gioco inviate nei giorni scorsi dai Club di primo tesseramento di
tutti gli atleti convocati dal capo allenatore Franco Smith per la
partita contro l’Irlanda.
Ed è stato indossando la maglia con cui hanno preso per la prima volta
in mano un pallone ovale che gli Azzurri hanno scattato la foto
ufficiale del match, rinnovando il legame tra la base ed il vertice del
movimento: dal Benevento dove ha mosso i primi passi Carlo Canna al
Bombo Rugby che ha dato i natali rugbistici a Niccolò Cannone, passando
per Società storiche del rugby italiano come l’Argos Petrarca Padova di
Mattia Bellini o per il vivaio della Primavera Rugby che ha lanciato
Michele Lamaro e per le franchigie che hanno accolto gli atleti
equiparabili come Ioane o Meyer, un mosaico di colori che ha sorpreso ed
emozionato gli Azzurri, tenuti all’oscuro dell’iniziativa sino
all’arrivo in spogliatoio.
“Costruire il nostro DNA e la nostra identità vuol dire guardare al
futuro di questa squadra – ha detto il capo allenatore azzurro Franco
Smith – ma anche mantenere una forte connessione con l’intero movimento.
Ogni volta che la Nazionale scende in campo, lo fa sapendo di poter
contare sul supporto di ogni singolo appassionato, di ogni bambino che
sogna un giorno di scendere in campo all’Olimpico in una gara del Sei
Nazioni.
Ricordare ad ogni atleta le proprie radici ed il senso di
responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti del movimento, ma
anche il percorso mosso da ogni atleta dal primo pallone preso in mano
sino al palcoscenico internazionale fa parte della storia che vogliamo
raccontare e di cui vogliamo essere protagonisti”.
Luca Bigi, capitano degli Azzurri, dopo lo scatto ha dichiarato:
“Ognuno di noi sente un forte legame con il proprio Club di origine ed
è stato emozionante tornare ad indossare quei colori allo Stadio
Olimpico, prima di una partita di Sei Nazioni. E’ stato come rivivere in
pochi istanti tutti la propria carriera, da quel primo giorno al campo
sino al debutto in Nazionale. Siamo qui per dare lustro e rendere
orgoglioso ogni singolo rugbista italiano, un dovere che non dobbiamo
dimenticare in nessun istante”.

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